| 

Un angolo alpino in Val Trebbia

ANGOLO_ALPINO_02

Alla scoperta del paesaggio del nostro territorio

Il clima invernale e le recenti nevicate in Val Trebbia, in particolare sui crinali delle nostre valli e sulle cime più rilevanti, ci mostrano un paesaggio modificato, quasi magico, che naturalmente ci porta ad un’immagine alpina. Non si tratta di una trasformazione unicamente visiva, ma in realtà l’accorgersi che anche i nostri appennini e le montagne più rilevanti, hanno nei fatti tratti alpini distintivi. Ci basti pensare alle vette più importanti delle nostre montagne, come Il Monte Bue, il Monte Maggiorasca e il Monte Nero in alta val d’Aveto, che rappresentano le quote appenniniche più rilevanti dell’intera catena, tra le Alpi Marittime e le Alpi Apuane. La loro altezza ha consentito la stabilizzazione di specie botaniche tipiche dei climi freddi presenti in modo diffuso sulle nostre montagne all’epoca delle glaciazioni; il versante settentrionale del monte Nero è, con la Maiella, l’unica stazione appenninica in cui vegeta spontaneamente il pino mugo, nonché l’unico massiccio della nostra provincia in cui è possibile osservare l’abete bianco.

Ritornando in Val Trebbia, diverse sono le vette che ci offrono un paesaggio alpino, con specie endemiche e non, tra cui il Monte Capra, il Monte Sant’Agostino e soprattutto il Monte Penice, la vetta maggiore del territorio di Bobbio. In queste giornate soleggiate è proprio il paesaggio della Val Trebbia verso il Penice, recentemente innevato, ad essere il centro di interesse di escursionisti ed in particolare, lungo i dolci versanti della Valbona, una piccola valle sospesa a ridosso della Costa delle Vallette e del Passo della Scaparina, la “testata orografica” del Torrente Bobbio.

Il tracciato che seguiamo è molto semplice e adatto a tutti; si snoda lungo la pista di Sci di Fondo di Ceci. Partiamo dal Rifugio Le Vallette, dove ci attendono Giulia e Andrea, i favolosi osti del rifugio, che poi ci coccoleranno al nostro ritorno con un fantastico pranzo. Al rifugio si possono affittare ciaspole, indispensabili in questi giorni di neve, ma anche sci, per chi volesse affrontare il percorso in stile nordico. Il tracciato si snoda lungo la pista, con un morbido sali scendi. In poco più di una mezzora, arriviamo al Rifugio La Faggeta, un bivacco non custodito, ubicato proprio al limitare del Pian della Faggeta. Il nome è indicativo della maggior parte degli alberi che ci circondano, anche se spiccano, proprio vicino al rifugio, molti abeti rossi, che caratterizzano la pineta che ci porta verso il Monte Lago.

Decidiamo di fare ritorno lungo la pista di sci, che ci offre la possibilità di qualche alternativa di percorso, per rientrare al punto di partenza. Stiamo percorrendo il sentiero CAI 101, un sentiero storico per le nostre montagne, che partendo da Travo, percorrendo il crinale con la Val Luretta e poi la Val Tidone, ci porta sino al Penice e da qui sino al Passo del Giovà – Capannette di Pej, per ricongiungersi con la Via del Sale, commino storico di commercializzazione del sale dal mare sino alla Pianura Padana.

Di fatto, come spesso capita in Val Trebbia, ci troviamo lungo un crocevia di percorsi storici, di commercio e anche di pellegrinaggio; siamo infatti nei pressi del Passo della Scaparina che mette in comunicazione la valle Staffora (Lombardia) con la val Trebbia (Emilia-Romagna); la morfologia di questo passaggio naturale, nel corso del medioevo lo ha reso adatto quale possibile via alternativa alla Via degli Abati, che collega Lombardia ed Emilia, lungo crinali con altitudine più modesta, verso Romagnese e Vaccarezza. Sta di fatto che il Passo della Scaparina, ha rappresentato certamente una seconda via di passaggio per i pellegrini verso l’Abbazia di San Colombano, con discesa verso Ceci, Omfort ed Erbagrassa, sino a Bobbio, in un percorso che oggi è conosciuto e riconosciuto storicamente come Via Malaspina. 

Il percorso Rifugio Vallette – Rifugio La Faggeta ha uno sviluppo complessivo di 4 km, per un’ora circa di cammino su mulattiere ben percorribili e un dislivello di circa 100 m. Per escursioni di Shamrock Valtrebbia le informazioni sono disponibili presso la Libreria A’ Labri di Bobbio o al numero 351.4567285. L’articolo e il percorso sono disponibili sul sito www.shamrocktour.it.

Riccardo Mozzi

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *